Curiosità – Parte II

 

Chi erano gli aurighi?

Nell’ Antica Roma gli aurighi erano coloro che conducevano i carri (le bighe) durante le corse che si svolgevano all’interno dei circhi. La figura dell’auriga fu mutuata dalla civiltà greca, presso la quale, essa assolveva allo stesso incarico durante i Giochi Olimpici.

Gli aurighi erano solitamente schiavi ma potevano ambire alla libertà. Ogni vittoria, infatti, assicurava loro una somma di denaro che, col tempo, poteva anche permettergli di comprarsi lalibertà.

Così come i gladiatori, gli aurighi più forti o per lo meno coloro che riuscivano a sopravvivere alle pericolose e durissime competizioni, venivano osannati dalla folla e conquistavano notevole fama in tutto l’Impero.

aurighi

 

Chi erano i centurioni?

centurioni erano gli ufficiali che comandavano la più piccola unità di fanteria appartenente alla forma più antica di esercito romano.

Ogni centurione comandava quindi l’unità di base della legione, ovvero la centuria; un gruppo di uomini che andava da 80 a 100 di numero. Le centurie, che si associavano due a due, formavano dei manipoli nei quali si riconoscevano i due centurioni prior e posterior. Nomi ai quali non si è certi se poter accreditare anche il livello di comando delle rispettive figure.

Il centurione di una legione con il grado più elevato fra tutti gli altri era quello del primo manipolo della coorte, detto Primis i manipoli: i suoi compiti erano all’incirca come quelli detenuti dalla figura attuale del colonnello o dell’ufficiale poiché era l’unico a poter accedere al gabinetto di guerra di una legione.

DCF 1.0

Chi era il liberto?

Nell’Antica Roma col termine Liberto si indicava un individuo affrancato dalla sua condizione di schiavitù.

Uno schiavo diventava liberto attraverso una particolare operazione giuridica chiamataManumissio, con la quale il padrone rinunciava alla potestà precedentemente esercitata sullo schiavo.

La manumissio, tuttavia, non liberava completamente lo schiavo che, diventato liberto, manteneva comunque un rapporto particolare col suo vecchio padrone; quest’ultimo, infatti, diventava patronus del liberto, ovveroprotettore.

Si trattava di un vincolo molto diverso da quello di schiavitù: se, infatti, il liberto era comunque tenuto ad effettuare prestazioni gratuite di manodopera per il suo protettore, egli poteva comunque svolgere attività economiche indipendenti dal rapporto di protettorato.

I liberti, inoltre, continuavano a vivere presso la casa padronale.

liberto

 

Cos’era la guarda pretoriana?

Nell’antica Roma la Guardia Pretoriana era uncorpo di militari scelti il cui compito era quello di difendere l’imperatore.

Composta dai migliori soldati provenienti dallelegioni, la Guarda Pretoriana venne istituita per volere dell’Imperatore Augusto e dismessa sotto Costantino I.

I compiti dei soldati facenti parte della guardia pretoriana, tuttavia, non erano di semplice difesa dell’imperatore. E’ stato infatti appurato che spesso tali personalità svolgevano altresì ruoli amministrativi, di polizia e di servizio segreto.

Ogni guardia pretoriana doveva rimanere in servizio per sedici anni, un periodo di gran lunga inferiore rispetto al mandato dei semplici legionari: questo aspetto e la paga maggiore facevano della guardia pretoriana un ruolo molto ambito tra i legionari romani.

Guardia

 

Quanti tipi di gladiatori esistevano?

Nell’Antica Roma esistevano diverse classi e tipologie di gladiatori. A seconda di queste, i combattenti erano equipaggiati in modo differente.

Per quanto riguarda i primi gladiatori, quelli di epoca repubblicana, non si hanno molte notizie riguardo alle armi utilizzate. Probabilmente, queste erano simili a quelle dei popoli sconfitti da Roma. Tito Livio, per esempio, racconta che i combattenti campani avevano le armi e l’equipaggiamento dei nemici sconfitti: i Sanniti.Il Sannita era dunque un gladiatore provvisto di: elmo con cresta, scudo alto e uno schiniere sulla gamba sinistra.

In epoca imperiale, Augusto riformò le classi gladiatorie e in merito a ciò ci sono giunte diverse notizie. La riforma portò alla nascita delle seguenti tipologie di gladiatori: eques, mirmillone, trace, secutor , reziario, scissor, provocator, essedarius. Queste le classi principali anche se ne esistevano altre più rare e di cui ci sono giunte poche notizie al riguardo.

Ogni gladiatore combatteva con armi e con un equipaggiamento differente: l’eques, per esempio, era munito di elmo con tesa e visiera, uno scudo rotondo, una lancia e una sorta di gladio avete però la lama molto più affilata.

Il trace, invece, aveva una spada a lama ricurva (la sica) e un elmo con cresta e visiera sormontato da un grifone. Lo scudo era piccolo, rettangolare e leggero. Il mirmillone fu una delle prime tipologie di gladiatore e, probabilmente, anche Spartaco ne fece parte. Il mirmillone era dotato di gladio, di un grande scudo rettangolare ricurvo, di un parabraccio detto lorica manica e di uno schiniere. Il suo elmo era crestato con visiera e, spesso, decorato con penne colorate.

gladiatori

 

In che modo si svolgevano i riti funerari nell’antica Roma?

Gli antichi romani davano molta importanza alricordo dei defunti, così come alla cerimoniaper congedarli dalla vita. I funerali erano infatti una cerimonia imprescindibile, tanto che anche i nullatenenti ricevevano esequie pagate dallo Stato.

In particolare, i riti funerari dell’antica Roma contavano diversi momenti, ciascuno caratterizzato da aspetti diversi ma ugualmente importanti: l’esposizione pubblica del defunto, il corteo funebre, l’elogio funebre ed infine il rogo del corpo; ricerche accurate da parte degli storici, tuttavia, riportano che nell’antica Roma era in uso anche l’inumazione, pratica che prevalse a partire dall’epoca Adriana.

Ovviamente, il tenore del rito funebre dipendeva dal prestigio del defunto: se si trattava, infatti, di un personaggio illustre, durante il rito il feretro veniva circondato da fasci littori listati a lutto e, durante il corteo, veniva seguito da portatori di cartelli che recitavano le gesta del morto.

La preparazione del della salma, invece, era affidata a una vera e propria impresa di pompe funebri che, oltre alla vestizione, si occupava di adagiare il corpo sul letto funebre e di organizzare il corteo.

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Come contavano le ore gli antichi romani?

Gli antichi romani avevano usanze decisamente diverse da quelle odierne in termini di orari e suddivisione della giornata.

In effetti, se al giorno d’oggi suddividiamo la giornata in 24 unità di tempo uguali (le ore), nell’antica Roma il tempo veniva calcolato dividendo in dodici intervalli il periodo tra il sorgere e il tramontare del sole.

Il nostro mezzogiorno corrispondeva quindi all’ora sesta, mentre il tramonto del sole alla dodicesima.

Ovviamente questa metodologia di suddivisione del tempo aveva un risvolto della medaglia del tutto particolare: nel corso delle stagioni, infatti, la durata delle ore… Poteva variare!
Per esempio le ore estive potevano addirittura essere il doppio di quelle invernali poiché il sole, in tale stagione, tramonta molto più tardi rispetto all’inverno.

 

(www.sapere.it)