GLI DEI DELL’ETRURIA

 

Gli Etruschi dividevano lo spazio celeste in quattro parti incrociando due rette immaginarie orientate secondo i punti cardinali e perpendicolari tra loro. Marziano Capella scrive che ognuno degli spazi così delimitati era suddiviso in quattro settori, sede ciascuno di una divinità. In questo modo, il cielo risultava diviso tra sedici numi: quattro dèi celesti nel settore nord-est, altrettanti inferi in quello a nord-ovest; nella parte a sud avevano sede otto divinità della natura e terrestri. L’oriente, il punto cardinale presso cui sorge il sole e dunque luogo della nascita della vita, veniva considerato favorevole, mentre l’occidente, presso cui tramonta l’astro solare, era ritenuto sfavorevole. La fonte principale che possediamo sulla rituale suddivisione dello spazio fra le varie divinità è il fegato di Piacenza, un modello in bronzo del fegato ovino sul quale sono iscritti i nomi degli dei etruschi, ciascuno entro una casella disegnata sulla superficie dell’organo. Ogni casella corrisponde alla sede occupata dal dio nello spazio: una eventuale anomalia e la conformazione stessa del fegato dell’animale sacrificato consentivano al sacerdote di interpretare il volere di

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